Studio di Psicologia & Psicoterapia
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Studio di Psicologia Clinica - Benevento - Napoli

Ossessioni, compulsioni e rituali: sintomi e trattamento

Il termine ossessione indica un’idea, un pensiero, una parola, un ricordo, un sentimento, un impulso o un’immagine che si intromette nella mente di una persona rimanendovi a lungo senza poter essere allontanata.
Chi ha delle ossessioni le riconosce come idee proprie, come il prodotto della propria mente anche quando le considera lontamssime dal suo modo di pensare e di comportarsi. Chi ha delle idee ossessive le respinge e tenta di resistere loro, ma non riesce a liberarsi di queste idee se non in parte o per brevi periodi.
Le ossessioni sono sempre accompagnate da un certo livello di stress che nasce dal fatto che spesso tali idee sono assurde e incomprensibili, a volte ripugnanti. La persona che le subisce è impegnata in una lotta vana e sfibrante per liberarsene e non riesce a pensare ad altro.
Le ossessioni non se ne vanno e la continua presenza di queste idee compromette la capacità di prestare attenzione, di concentrarsi, di pensare e, quindi, di lavorare e vivere serenamente.

Le compulsioni sono comportamenti o atti mentali che una persona ripete molte volte di seguito (ripetitivi), rendendosi conto di quello che fa (intenzionali) e che hanno un significato preciso (finalizzati).
Anche le compulsioni, come le ossessioni, fanno parte della vita di tutti: ogni persona ha dei comportamenti ritualistici (seguire certi percorsi stradali invece di altri, vestirsi in un certo medo in certe occasioni, pensare che alcune cose porteranno sfortuna, etc.). Le compulsioni devono essere, invece, considerate sintomi, quando provocano marcata sofferenza psicologica alla persona o quando ne limitano il mondo degli affetti e del lavoro. Le compulsioni sono spesso, ma non sempre, messe m atto in risposta ad una ossessione. Molti atti di tipo ritualistico possono essere correlati con il Disturbo Ossessivo Compulsivo: gioco d’azzardo, staccarsi i capelli, imbarazzo per parti del proprio corpo considerate brutte, tics, mangiare compulsivo. Le compulsioni sono ripetute numerose volte: la persona si sente internamente obbligata a seguire un certo rituale, si rende conto che la spinta viene da dentro di se’ ma non può farne a meno.

  • COMPULSIONI DI LAVAGGIO E PULIZIA
    • Lavarsi e disinfettarsi ripetutamente le mani o parti del corpo, vestiti, oggetti, etc. Evitare scrupolosamente contatti con possibili fonti di contaminazione.
  • COMPULSIONI DI CONTROLLO
    • Controllare la chiusura di serrature, porte, finestre, etc.
    • Controllare che sia spento l’impianto a gas, le luci, etc.
    • Controllare la posizione di oggetti familiari .
  • COMPULSIONI DI RIPETIZIONE
    • Rileggere o riscrivere continuamente.
    • Ripetere parole o frasi.
    • Fare movimenti con significato magico.
    • Fare movimenti motori finalizzati senza significato (toccare, battere le dita, etc.).
  • COMPULSIONI DI ORDINE E RACCOLTA
    • Rimettere a posto continuamente le cose, non accettando un ordine diverso.
    • Ordinare oggetti secondo regole prefissate o sequenze fisse.
    • Raccogliere continuamente oggetti senza significato, senza mai buttarli via.
Quando iniziano i sintomi?

L’inizio del disturbo Ossessivo–Compulsivo e’, di solito, in età giovanile, in alcuni casi nell’adolescenza e nell’infanzia. I primi sintomi si manifestano nella maggior parte dei casi prima dei 25 anni (il 15% ha esordio intorno ai 10 anni) e in bassissima percentuale dopo i 40 anni.

Decorso episodico: i sintomi sono presenti solo in alcuni periodi della vita di una persona: ci può essere anche un solo episodio in tutta una vita, o più di uno.
Decorso cronico fluttuante: i sintomi sono molto incostanti nel tempo, con miglioramenti e peggioramenti, ma non scompaiono mai del tutto.
Decorso cronico stabile: i sintomi si manifestano gradualmente ma, poi, rimangono stabili nel tempo.
Decorso cronico ingravescente: è il più grave; generalmente i sintomi iniziano in modo graduale, poi, ci sono periodi di peggioramento e periodi di stabilità, seguiti, poi, da nuovi peggioramenti.

E’ possibile curarlo?

Il Disturbo Ossessivo–Compulsivo si può curare con buoni risultati: in alcune persone si può ottenere una guarigione completa; nella maggior parte dei casi si ottiene una diminuizione dei sintomi di vano grado e un miglioramento della qualità della vita.
Gli strumenti a disposizione sono i farmaci e la psicoterapia.

La psicoterapia cognitivo–comportamentale

Interventi Cognitivo–Comportamentali come quelli di esposizione e prevenzione della risposta sono efficaci nel caso di comportamenti di evitamento per paure ossessive con conseguenti rituali compulsivi (ad esempio la paura dello sporco e di essere contaminati con i conseguenti lavaggi ripetuti).
La persona impara ad esporsi alla situazione che teme e a fronteggiare il disagio; si allena gradualmente a entrare in contatto con il pensiero e con il comportamento e con le proprie paure e impara che i pericoli previsti non sono mai così come vengono immaginati prima dell’esposizione. L’intervento Cognitivo è diretto al modo personale di vedere il mondo e alle convinzioni irrazionali che ne derivano. Le caratteristiche di personalità che provengono dalle esperienze familiari e relazionali possono facilitare lo scompenso ossessivo.
L’obbiettivo è favorire un cambiamento di caratteristiche di personalità e, quindi, anche un miglioramento dei sintomi che duri nel tempo.

dott. Zuccaro Mario

Psicologo Psicoterapeuta

 Cognitivo Comportamentale

iscrizione Albo Psicologi Campania N°3377

Si Riceve a:

Casoria (Na)

Benevento

Montesarchio

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