Psicologia & Psicoterapia
Psicologia& Psicoterapia

Racconti terapeutici

Metafora, dal greco metaphèrein, che significa trasportare.

Si ha una metafora quando si prendono a prestito parole da un certo contesto (dalla scienza, dalla tecnica; dalla politica; dallo sport; ecc.) e che per il loro valore di verosimiglianza con l'idea che desideriamo esprimere, le trasportiamo in un altro contesto.

Sheldon Kopp (1971) definisce così la metafora: “In genere la metafora viene definita come un modo di parlare in cui una cosa è espressa nei termini di un’altra cosa, così che questa riunione possa gettare nuova luce sul carattere di ciò che viene descritto.”

Ogni terapia o sistema di psicologia usa un insieme di metafore (che assume la forma di un lessico) il quale dà modo ad alcuni individui di far conoscere in qualche misura ad altri com’è la propria esperienza del mondo. Quando un terapeuta o conversatore costruisce una metafora e la enuncia all’ascoltatore, questo la sente e la rappresenta nei termini della propria esperienza.

Una metafora è efficace quando incontra il modello del mondo dell’ascoltatore.

Ciò non vuole dire che il contenuto della metafora è identica alla situazione della persona, ma significa che mantiene la struttura della situazione problematica del soggetto.

Finché c’è una somiglianza strutturale fra la metafora e problema, la persona pone in relazione le due cose inconsciamente o anche consciamente.

La caratteristica più significativa della metafora che lo riguarda è che essa mantiene nel proprio ambito i rapporti e i modelli operativi in atto nel problema “reale”, per il quale prospetta una soluzione.

Se ciò che esso ascolta si accorda con il suo modello allora può incorporare la soluzione del racconto alla propria situazione. Se no, sa almeno che una soluzione è possibile e così forse si mette a cercarne una. Per cui il soggetto potrà attribuire alle vicende del racconto un significato.

La caratteristica fondamentale della metafora o racconti terapeutici sta nel fatto che i personaggi e gli eventi che vi sono descritti sono equivalenti- isomorfi- agli individui e agli eventi che caratterizzano la situazione o il problema della persona. Così ogni persona che è coinvolta nel problema, è rappresentata fra i protagonisti del racconto metaforico. Le rappresentazioni non sono “uguali” bensì “equivalenti”, nel senso che mantengono fra i parametri della metafora gli stessi rapporti riscontrabili nella situazione reale.

Di seguito viene riportato una metafora terapeutica: L’Isola”

C'era una volta un'isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini:

il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere... così come tutti gli altri, incluso l'Amore.

Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono, solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento. Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto.

Ricchezza passò vicino all'Amore su una barca lussuosissima e l'Amore le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te?" "Non posso c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te."

L'Amore allora decise di chiedere all'Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello, "Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?", "Non ti posso aiutare, Amore..." rispose l'Orgoglio, "qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca".

Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto "Tristezza ti prego, lasciami venire con te", "Oh Amore" rispose la Tristezza, "Sono così triste che ho bisogno di stare da sola".

Anche il Buon Umore passò di fianco all'Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando.

All'improvviso una voce disse: “Vieni Amore, ti prendo con me” Era un vecchio che aveva parlato. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò. L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: "Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato?"

"É stato il Tempo" rispose il Sapere.

"Il Tempo?" si interrogò l'Amore, "Perché mai il Tempo mi ha aiutato?"

Il Sapere pieno di saggezza rispose:

"Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l'Amore sia importante nella vita".


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