Studio di Psicologia & Psicoterapia
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Quando la pipì scappa

L’ enuresi è un comune e complesso problema dell’infanzia ,è definita come emissione

involontaria di urina , quando si manifesta piu’ frequentemente di una volta al mese e in bambini di

eta’ superiore ai 5 anni.Si distingue in notturna e diurna, a seconda di quando si manifesta maggiormente il problema ,nel 70% dei casi l’enuresi è primaria ed è notturna nel 70%, Generalmente colpisce maggiormente il sesso maschile (22%) e l’eta’ di maggior incidenza sono i 6 anni di eta’. L’enuresi è dovuta alla combinazione di tre elementi: la produzione di una larga quantità di urina da parte dell’organismo durante la notte; la limitata capacità della vescica durante la notte; e non riuscire a svegliarsi completamente dal sonno.

I bambini che bagnano il letto non sono pigri o capricciosi, e sebbene esistano alcune malattie legate all’enuresi, la maggior parte dei bambini che bagnano il letto non hanno gravi problemi di salute. La capacità di controllo vescicale diurno viene raggiunta prima di quella notturna.

Viene diagnosticata una enuresi quando si ha il rilascio di urina due volte ala settimana fino a tre mesi di seguito.

Sono molti i fattori eziologici che devono essere presi in considerazione per la comprensione

dell’entita’ clinica dell’enuresi , l’enuresi è considerata pertanto una condizione multifattoriale, dove entrano in gioco diversi fattori, biologici, psicologici e ambientali.

In molti casi il rapporto diretto tra il bagnare il letto e la presenza di fattori, esistenziali (nascita di un fratellino, preoccupazione scolastica), o educazionali (convinzione o meno di potere autocontrollare il sintomo) appare con molta evidenza.

Il fenomeno enuretico può essere a sua volta causa di sofferenza per il bambino, determinando una diminuzione dell’autostima e problemi di comportamento, soprattutto se si verificano situazioni di ansia e si innescano reazioni di colpevolizzazione da parte dei genitori.

La percezione del problema da parte del bambino e quindi il fatto che sia motivato a risolverlo, sono i fattori che maggiormente condizioneranno la riuscita del programma terapeutico.

La terapia comportamentale è, al momento, quella con più alto tasso di guarigione e con la più bassa frequenza di ricadute. Tuttavia si può associare inizialmente al trattamento farmacologico.

Una modalità terapeutica particolare nell'ambito di questo filone comportamentale è l'uso del cosiddetto "allarme notturno", consiste nell’utilizzo di un apparecchio dotato di un sensore

che, applicato sugli slip o sul pigiama, attiva una suoneria non appena il bambino comincia

a perdere urina. unitamente a esercizi di training vescicale che mirano ad accrescere la capacità funzionale della vescica e a correggere le errate abitudini minzionali.


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