Studio di Psicologia & Psicoterapia
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Psicologia dell’odio

Che cosa è l’odio? Quali sono le sue componenti?

Che ruolo ricopre nel terrorismo, nei massacri o nelle lotte fratricide?

Il vocabolario fornisce la seguente definizione di odio:

1. provare forte antipatia o avversione per qualcuno o qualcosa.; detestare; disprezzare.

2. avere in antipatia o desiderare evitare; rifuggire da...

 

Secondo la «teoria della struttura triangolare dell’odio» di Sternberg, vi sono tre tipologie di odio

1) Odio come il tenere le distanze da un oggetto ritenuto negativo. È l’«odio freddo», che ha disgusto per gli altri e li tiene a distanza in quanto diversi se non anche repellenti. Rientrano qui i pregiudizi razziali, o le espressioni come «tu non sei italiano come me e certe cose non le puoi capire»

2) Odio come rabbia e/o paura: È l’«odio caldo» che pieno di rabbia aggredisce, o che pieno di paura fugge dagli altri, percepiti come dannosi. Ad esempio, un improvviso scatto d’ira verso chi mi ha spaventato comparendomi improvvisamente da dietro le spalle, lo stress da auto su un’autostrada intasata, rimettere l’altro al suo posto «con una zampata», «dirgliene quattro», aizzare alla rissa.

3) Odio come svalutazione attraverso il disprezzo. È l’«odio gelido» che percepisce gli altri come esseri inferiori: guardare con disprezzo e superiorità, dipingere un gruppo nemico come il regno del male, dire «tu non cambierai proprio mai!», «nonostante sia un negro, si è fatto un sacco di soldi».

L’odio non va contrapposto all’amore, come se fossero stati emozionali con poco territorio psicologico in comune o scarsa corrispondenza psichica. L’odio, come l’amore, incatena all’oggetto. Chi odia vive quotidianamente con il proprio oggetto d’odio, come chi ama. Nel massimo del loro sviluppo, entrambi pensano senza sosta all’oggetto amato/odiato.

Erich Fromm nel suo libro Die Antwort der Liebe distingue due tipologie di odio, l'odio reattivo e l'odio determinato dal carattere.

Odio reattivo è, secondo Erich Fromm, il risultato di una profonda ferita o di una situazione dolorosa e immutabile a cui ci si trova di fronte impotenti.

Odio determinato dal carattere, invece, si rifà alle stesse caratteristiche dell'odio reattivo, tuttavia riconfigurando la struttura caratteriale di colui che odia. L'odio è in questo caso è una peculiarità del carattere. La differenza principale rispetto all'odio reattivo risiede nella predisposizione di una persona ad odiare, ad essere ostile. Nel caso dell'odio reattivo, è la situazione a generare il sentimento di odio, mentre nell'odio determinato dal carattere l'ostilità della persona viene risvegliata attraverso una situazione.

 

S. Freud affermava che ciò che si odia nell’altro è quella parte di noi stessi che ci risulta insopportabile, quella parte che è in contrasto con la rappresentazione ideale che ci siamo fatti di noi. In pratica quando la nostra immagine ci delude, la sola possibilità è proiettarla sull’altro, su un nemico, su un qualcuno che viene considerato pericoloso, straniero, diverso.


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