Studio di Psicologia & Psicoterapia
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Caregiver: chi si prende cura di me?

Caregiver, è un termine inglese che indica coloro che si occupano di offrire cure ed assistenza ad un'altra persona. I caregiver possono essere familiari, amici o persone con ruoli diversi, che variano a seconda delle necessità dell'assistito. Secondo i dati Istat un italiano su quattro assiste un familiare, un vicino o un amico.

Parlare, quindi, di caregiver significa identificare il familiare o la persona responsabile della cura della persona con malattia in modo continuativo; nel mondo anglossassone viene anche definito come la seconda vittima.

Il caregiver è emotivamente ed affettivamente coinvolto nella gestione della malattia tanto da farsi mediatore tra il malato e il mondo che lo circonda, divenendo interprete e traduttore dei bisogni inespressi. Molti familiari impegnati in attività di sorveglianza devono conciliare le responsabilità assistenziali con l’attività lavorativa. Si calcola, per esempio, che oggi oltre il 60% dei familiari di malati di Alzheimer dedica all’assistenza diretta e alla sorveglianza dalle dieci alle quindici ore al giorno, i caregivers non hanno più di due ore di tempo libero al giorno e per il 40% dei familiari di persone in stato di malattia avanzata le ore libere non sono più di quattro la settimana. Aiuto, assistenza e affetto diventano unidirezionali e il drammatico e involontario cambiamento della relazione significativa è fonte di grande sofferenza per i familiari e per coloro chiamati ad assistere la persona malata.

La letteratura evidenzia importanti conseguenze sulla salute fisica e mentale dei familiari conviventi (in particolare del caregiver ma non solo). Una persona che convive con un familiare colpito da malattia progressivamente invalidante ha una probabilità di percepirsi in cattiva salute di circa il 60% più alta di una persona che non vive in questa condizione. L’impatto negativo sulla salute è più forte per i familiari in età lavorativa per il cumulo dei ruoli. In particolare le donne le quali sono più coinvolte in attività domestiche, assistenza adulti e bambini, studio, compagnia accompagnamento e ospitalità, prestazioni sanitarie. Gli uomini invece risultano essere più coinvolti in lavoro extradomestico: pratiche burocratiche in egual misura

I fattori di stress per il caregiver sono numerosi e questi influiscono sulle capacità del caregiver di continuare a dare il livello necessario di assistenza. Lo stress sperimentato può essere fisico, finanziario, emozionale. I caregivers sperimentano varie emozioni: l’amore per il famigliare e la soddisfazione che deriva dall’aiutarlo può coesistere con sentimenti di risentimento circa la perdita della propria privacy e la frustrazione di non avere il controllo su quello che sta accadendo. Magari risulta difficile accettare il declino della persona di cui si sta prendendo cura. Questi sentimenti dipendono in parte dal rapporto originario che si aveva con lui/lei prima che si ammalasse, in parte dall’aumento delle responsabilità come aiutante e dalle nuove attività quotidiane nella propria vita (professionali, sociali, e di divertimento). Tali emozioni conflittuali possono causare stress e senso di colpa.

Per evitare di diventare fisicamente e emotivamente logori, bisogna prendersi cura di se stessi. Mantenersi in salute e sviluppare vie per affrontare al meglio la situazione.


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